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  1. it.wikipedia.org › wiki › 15161516 - Wikipedia

    Il 1516 è un anno bisestile del XVI secolo. 1516 negli altri calendari Calendario gregoriano 1516 Ab Urbe condita 2269 Calendario armeno 964 — 965 Calendario bengalese 922 — 923 Calendario berbero 2466 Calendario bizantino 7024 — 7025 Calendario buddhista 2060 Calendario cinese 4212 — 4213 Calendario copto 1232 — 1233 Calendario ebraico 5275 — 5276 Calendario etiopico 1508 — 1509 Calendario induista Vikram Samvat Shaka Samvat Kali Yuga 1571 — 1572 1438 — 1439 ...

    • 2269 (MMCCLXIX)
    • 922 — 923
    • 964 — 965
    • 1516
  2. en.wikipedia.org › wiki › 15161516 - Wikipedia

    Year 1516 was a leap year starting on Tuesday (link will display the full calendar) of the Julian calendar. Events January–June. January – Juan Díaz de Solís discovers the Río de la Plata (in future Argentina).

    • IL Contesto Storico
    • I Protagonisti E I Fatti
    • La Rivolta Nei Centri Demaniali E Feudali
    • Bibliografia
    • Voci Correlate
    • Collegamenti Esterni

    Alla morte di Ferdinando il Cattolico la contrastata successione al trono del nipote Carlo fu accompagnata in Sicilia (e altrove nei regni iberici) da un'ondata di malessere[non chiaro] che sfociò in una complessa trama di congiure e rivolte che interessarono il panorama politico siciliano in particolare negli anni compresi tra il 1516 e il 1523. N...

    Un Secondo Vespro

    È questa dunque l'articolata e complessa congiuntura politica in cui il Regno apprende della morte di Ferdinando il Cattolico avvenuta il 23 gennaio 1516, che apriva nei regni ibericiil problema della successione. Tumulti e congiure scoppiarono anche in Castiglia e Aragona, offrendo alla fazione che già alla morte di Isabella si era schierata con Filippo il Bello l’occasione di accrescere il proprio prestigio: in Castiglia essa metteva in discussione la reggenza del cardinale Francisco Jiméne...

    Gianluca Squarcialupo e la congiura del 1517

    Nel maggio 1517 il Monteleone giunse a Palermo, dove trovò una situazione di divisione tra i gruppi dirigenti e di malcontento popolare. Il 23 luglio oggetto della furia dello Squarcialupo e dei suoi furono i consulares viri: la folla, manovrata dall’alto, si scatenò contro i membri moncadiani del Sacro regio consiglio, l’organo che aveva il compito di rendere operanti mediante l’esecutoria gli atti della Corte e del sovrano, massacrandone quattro. Il moto - capeggiato dallo Squarcialupo, da...

    I fratelli Imperatore e la congiura del 1523

    Sino al 1522 il panorama politico rimase caratterizzato da una certa instabilità: la lunga crisi di questi anni trova il suo epilogo nei fatti che ruotano attorno al Parlamento siciliano celebrato nel 1522. In questa occasione Federico Abbatellis, conte di Cammarata, il tesoriere Nicolò Vincenzo Leofante, Blasco Lanza e il conte di Adernò si fecero promotori di un tentativo di opposizione al regio donativo, subito sostenuti dalle città demaniali. Furono tutti arrestati. Nello stesso Parlament...

    Nel 1516, alla morte di Ferdinando, l’isola è percorsa da un capo all’altro da comitive di cavalieri in armi al comando dei maggiori feudatari, da un lato i Cardona, Santapau, Ventimiglia e i loro accoliti; dall’altra i vari rami dei Moncada e i Luna. Le diverse fazioni si affrontano more bellico in ogni città del Regno o in piccole battaglie campa...

    Adelaide Baviera Albanese, Sulla rivolta del 1516 in Sicilia, «Atti dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti di Palermo», Serie IV - vol. XXXV - 1975-76
    Simona Giurato, La Sicilia di Ferdinando il Cattolico. Tradizioni politiche e conflitto tra Quattrocento e Cinquecento (1468-1523), Rubbettino, Soveria Mannelli, 2003
    Carmelo Trasselli, Da Ferdinando il Cattolico a Carlo V. L’esperienza siciliana 1475-1525, Rubbettino, Soveria Mannelli, 1982, 2 voll.
    Domenico Ligresti, Le armi dei Siciliani. Cavalleria, guerra e moneta nella Sicilia spagnola (secoli XV-XVII), Palermo, Associazione Mediterranea, 2013, pp. 23-24, 49-51

    Rossella Cancila, Congiure e rivolte nella Sicilia del Cinquecento (PDF), su storiamediterranea.it, Associazione Mediterranea, aprile 2007, 47-60.

    • La Calata Di Carlo VIII
    • Le Guerre d'Italia Dal 1499 Al 1505
    • Le Guerre d'Italia Dal 1508 Al 1516
    • Da Luigi XII Di Valois-Orléans A Francesco I Di Valois-Angoulême
    • La Guerra Dei Quattro Anni
    • La Guerra Del 1526-1530
    • La Guerra Del 1536-1538
    • La Guerra Del 1542-1546
    • La Guerra Del 1551-1559
    • Armi Ed Eserciti

    Premesse

    La pace di Lodi, stipulata nel 1454 tra la repubblica di Venezia e il ducato di Milano, inaugurò tra gli stati italiani un periodo quarantennale di sostanziale equilibrio nonché l'istituzione di una "Lega Italica" tra Venezia, Milano, Stato Pontificio, Repubblica di Firenze, e Regno di Napoli. Se, sul piano commerciale ed economico, ciò contribuì a fare dell'Italia rinascimentale l'area più ricca d'Europa, sul piano politico e militare comportò il permanere di tanti principati regionali in un...

    Discesa e ritirata di Carlo VIII

    In cinque mesi, dal settembre 1494 al febbraio 1495, Carlo VIII percorse l'Italia lungo l'antica via Francigena senza dover realmente combattere. Valicate le Alpi, attraversò gli Appennini al Passo della Cisa. Entrò quindi nel territorio della Repubblica di Firenze, dove l'inerzia di Piero di Lorenzo de' Medici gli permise di occupare la fortezza di Sarzanello e la Rocca Ghibellina (a Pietrasanta) nonché Pisa e Livorno. Carlo giunse così a Firenze il 17 di novembre, accolto come "nuovo Ciro"...

    Assedio di Novara

    Nel frattempo Luigi d'Orleans, cugino del re, pensò d'approfittare della debolezza economica di Ludovico il Moro per attuare il proprio disegno di conquista del ducato di Milano, che riteneva suo di diritto, essendo egli discendente di Valentina Visconti. L'11 giugno occupò con le proprie truppe la città di Novara, che gli si diede per tradimento, e si spinse sino a Vigevano. Il tracollo nervoso di Ludovico - che fu colpito, come pare, da un ictus - l'ambiguità degli alleati e la mancanza di...

    La strategia diplomatica di Luigi XII

    A Carlo VIII succedette il cugino Luigi II, duca d'Orléans, che ascese al trono come Luigi XII di Francia. Divenuto re, sommò ai diritti vantati su Napoli delle pretese ereditarie su Milano, essendo nipote di Valentina Visconti. Intenzionato a ritentare l'impresa fallimentare del 1495, Luigi XII preparò la strada per l'intervento militare, ancora una volta, con un'attenta azione diplomatica: con un accordo firmato a Blois nel 1499 il sovrano francese si assicurò l'appoggio di Venezia, la qual...

    La sconfitta di Ludovico il Moro

    Luigi XII non prese parte direttamente alla spedizione, affidandosi a condottieri esperti e generali. Ludovico, che si trovava stavolta privo del valido aiuto della consorte Beatrice, essendo questa morta nel 1497, scelse la fuga, e insieme ai figli trovò rifugio in Germania presso Massimiliano I d'Asburgo (divenuto marito di Bianca Maria Sforza, nipote del Moro). Milano fu espugnata subito dopo, il 2 settembre 1499. In Germania Ludovico assoldò un esercito mercenario e con questo riuscì a ri...

    Lo smembramento del Regno di Napoli

    Nell'estate del 1501 Napoli fu conquistata, ma sopraggiunse un disaccordo con gli Spagnoli in merito ai precisi confini da tracciare nell'ambito della spartizione del regno. Seguì uno scontro armato in loco tra Francia e Spagna, cosicché la spedizione finì per i Francesi in un completo disastro: dopo quasi due anni di resistenza essi furono sconfitti presso il Garigliano nel 1503 dove gli spagnoli, guidati da Consalvo di Cordova, inventore dei tercios, ebbero la meglio. Con il "trattato di Li...

    I nuovi equilibri: La Lega di Cambrai

    Il nuovo pontefice, papa Giulio II, era uomo d'indole impetuosa e ricca di progetti politici, più adatto a fare la parte del sovrano militare che quella del capo spirituale, tanto da passare alla storia col soprannome di "Papa guerriero". Manifesto della sua politica era, come andava ripetendo, "liberare l'Italia dai barbari". Anzitutto, nei primi anni di pontificato, egli si volse contro i membri della famiglia e del partito dei Borja, privandoli dei loro titoli e onori o esiliandoli in Spag...

    "Fuori i Barbari!"

    Con la sconfitta di Venezia, papa Giulio II poté riannettere allo stato pontificio la costa Romagnola, ma si rese conto che l'equilibrio italiano era stato alterato in modo eccessivamente favorevole alla causa francese. In effetti, Luigi XII era ora il vero padrone del campo, sovrano diretto di Milano e indiretto di Genova e Firenze, perno indiscusso della vittoriosa Lega di Cambrai, poteva marciare verso l'indebolita Venezia o anche verso lo Stato Pontificio. Temeva, Giulio II, di diventare...

    La Lega Santa

    Giulio II rispondeva con la costituzione, nell'ottobre 1511, della Lega Santa (1511-1513): s'invitavano i principi italiani ed europei ad aderire per prendere parte ad una sorta di guerra di religione contro la Francia. L'intenzione del papa era ora quella di cacciare degli stranieri con altri stranieri, puntando a diventare arbitro di una situazione che le sole forze di Chiesa e Venezia non potevano sbloccare e che anzi negli scontri armati volgeva verso il peggio. Aderì al proposito papale...

    La morte di Giulio II, mente della Lega Santa, fece della Milano di Massimiliano Sforza sostanzialmente un protettorato della Svizzera, che dell'alleanza era il braccio armato. Nella Repubblica Fiorentina si consolidò il dominio mediceo, poiché il conclave elesse, con il nome di Papa Leone X, proprio quel Giovanni de' Medici che era stato scortato ...

    Leone X tra Francesco I e Carlo V

    Fin dalla sua elezione al soglio pontificio, papa Leone X era intento a proseguire la politica italiana della Chiesa iniziata da Giulio II, ma con modi diametralmente opposti. Era uomo intellettuale perché espressione dell'umanesimo fiorentino, a differenza del predecessore che era ricordato per aver detto di intendersi "di spada e non di lettere". Era poi grande mecenate e gioviale di carattere (noto il suo detto "Ora che Dio ci ha dato il papato, godiamocelo!") e preferiva risolvere i probl...

    La battaglia di Pavia

    Ancora una volta la morte del papa comportava che la situazione Italiana sfuggisse di mano alla Chiesa. A Leone X seguì Adriano di Utrecht, ossia Papa Adriano VI, che era stato tutore dell'imperatore Carlo V. Nonostante le sconfitte inferte ai francesi nell'assedio di Pavia e, soprattutto, nella battaglia della Bicocca il 27 aprile 1522,il generale pontificio Pospero Colonna perì nello scontro, lasciando la guida delle armate ai condottieri imperiali. Peraltro, Adriano VI dichiarò a sorpresa...

    La Lega di Cognac e il Sacco di Roma

    Gli stati italiani, nel timore di un'eccessiva egemonia asburgica in seguito alla sconfitta dei francesi, si avvicinarono a Francesco I che, ottenuta la libertà, dichiarò nullo il trattato di Madrid perché stipulato sotto prigionia. Ciò comportò che Mercurino Arborio di Gattinara venisse richiamato alla corte imperiale per gestire la nuova guerra. Nel 1526 il papa Clemente VII della famiglia Medici, anch'egli allarmato per la grande ascesa della potenza di Carlo V, abbandonò l'alleanza con l'...

    La marcia di Carlo di Borbone

    Così, con lo sfaldarsi della Lega ancor prima che la guerra entrasse nel vivo, accadde un episodio clamoroso, destinato a scuotere tutta l'Europa. La battaglia di Governolo risultò fatale per il comandante Giovanni dalle Bande Nere. Nel maggio del 1527 i Lanzichenecchi, soldati imperiali, per la maggior parte mercenari tedeschi di fede luterana, rimasti senza paga e poi senza comandante, riuscirono ad aggirare le truppe nell'Italia del nord, distruggere le armate di Giovanni dalle Bande Nere,...

    La svolta di Andrea Doria, la Pace di Cambrai e il Congresso di Bologna

    In questo quadro, l'esercito francese apriva le ostilità vere e proprie sotto la guida del generale Odet de Foix. Foix mosse verso il Ducato di Milano e il Regno di Napoli arrivando a cingere d'assedio, nell'estate seguente, la città partenopea. Durante le operazioni trovò la morte ad Aversa a causa di un'epidemia di peste che decimò anche l'esercito francese. A porre fine all'impresa francese sopraggiunse la svolta filo-imperiale dell'ammiraglio Andrea Doria di Genova, che abbandonava l'alle...

    La neutralità di Paolo III

    Nel 1533, nonostante un secondo congresso di Bologna tra papa e imperatore confermasse gli esiti di quello di tre anni prima, Clemente VII compì un'ulteriore rovesciamento di alleanze non appena Carlo V lasciò l'Italia. Recatosi a Marsiglia, il papa venne a patti con Francesco I di Francia e, a suggellamento degli accordi, celebrò il matrimonio della nipote Caterina de' Medici con il figlio del re, Enrico II. Morto Clemente VII nel 1534, salì al trono papa Paolo IIIdella casata dei Farnese. Q...

    L'invasione del Ducato di Savoia

    Ma, nel 1535, iniziò una nuova fase dello scontro tra Carlo V e Francesco I. La causa occasionale della ripresa delle ostilità fu una nuova rottura dell'equilibrio concertato a Bologna, dovuta alla morte, avvenuta nel novembre 1535, dell'ultimo esponente degli Sforza (Francesco II Sforza), reinstaurati precedentemente quali duchi di Milano. Quando l'imperatore apprese della sua scomparsa, prese il possesso diretto del Ducato in quanto feudo imperiale, senza suscitare proteste o rivolte tra il...

    Francesco I tra alleanze extracattoliche e alleanze extracristiane

    Intanto, l'ambasciatore francese Jean de La Forêt presso la corte del sultano Solimano il Magnifico, vista l'intenzione di quest'ultimo d'invadere l'Italia, ottenne, all'inizio del 1536, un trattato di alleanza tra l'Impero ottomano e la Francia. Alla fine dello stesso anno, una flotta turca si trovava già al largo di Genova, pronta ad attaccare in coordinamento con le forze terrestri che marciavano verso la stessa città. Tuttavia, nell'agosto del 1536, le truppe trovarono il presidio di Geno...

    L'assedio di Nizza

    Nel 1542 Francesco I di Francia ruppe la tregua stabilita a Nizza alcuni anni addietro. Infatti il sovrano francese, alleatosi con il sultano ottomano Solimano I il Magnifico, riprese le ostilità, lanciando una flotta franco-ottomana, comandata dall'ammiraglio turco Khayr al-Din Barbarossa, contro la città savoiarda di Nizza (Assedio di Nizza del 1543) che venne conquistata il 22 agosto 1543. Il fatto che un esercito cristiano e uno islamico avessero in concerto attaccato una città cristiana...

    La Pace di Crépy

    Nel 1544 i contendenti decisero perciò di firmare la pace di Crépyche, pur assegnando definitivamente la Lombardia agli Asburgo e i territori dei Savoia alla Francia, lasciò ancora una volta insolute le principali questioni e la possibilità di nuove guerre.

    La morte di Francesco I, nel 1547, dopo più di trent'anni di regno, non significò la fine delle ostilità tra Francia e Asburgo. La politica antimperiale venne infatti proseguita dal nuovo sovrano francese Enrico II, che nel 1551 riprese le ostilità contro la casata d'Austria e Spagna. Contrariamente a suo padre però concentrò le sue mire verso i co...

    Le guerre d'Italia hanno visto l'introduzione di molti significativi progressi nella tecnologia e nelle tattiche militari, tra cui l'artiglieria da campagna, i moschettie le tattiche combinate.

    • 1494-1498; 1499-1504; 1508-1516; 1521-1530; 1536-1538; 1542-1546; 1551-1559
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    Il 1516(MDXVI in numeri romani) è un annobisestiledel XVI secolo. Eventi 13 agosto – Trattato di Noyon(Milanoalla Francia, Napolialla Spagna).

  4. Il Ghetto era il quartiere di Venezia dove gli ebrei erano obbligati a risiedere durante il periodo della Repubblica di Venezia, a partire dal 1516. Si trova nel sestiere di Cannaregio, è rimasto il fulcro della comunità ebraica di Venezia ed è sede di sinagoghe e di altre istituzioni religiose. In epoca medievale, quello che in epoca moderna sarebbe diventato il Ghetto era la zona della città dove si concentravano le pubbliche fonderie; solo a partire dal 1516 fu destinato a ...

  5. Nel 1516 Erasmo da Rotterdam accettò l'incarico di consigliere di Carlo I di Spagna; egli, in una lettera inviata a Tommaso Moro, si dimostrava alquanto perplesso circa le effettive capacità intellettuali del principe che pur essendo divenuto re di Spagna era di lingua madre francese, e imparò lo spagnolo solo successivamente e in maniera superficiale.